Vuelta a España 2026, la partecipazione di Tadej Pogačar sembra farsi sempre più probabile

Il Tour de France non è certo finito, ma all’orizzonte sembra già esserci la Vuelta a España 2026 per Tadej Pogačar. In partenza il 22 agosto da Montecarlo, in pratica dal giardino di casa dello sloveno, il GT spagnolo è l’unico che manca alla sua incredibile collezione, e sin da inizio stagione permane l’interrogativo sulla sua presenza, a caccia di quella Tripla Corona che Jonas Vingegaard ha raggiunto lo scorso maggior conquistando il Giro d’Italia. La decisione finale, che deve essere “incastrata” anche con la voglia del leader della UAE Team Emirates XRG di puntare al terzo mondiale consecutivo, che si svolgerà a Montréal e fine settembre, sarà presa al termine della Grande Boucle, ma secondo quanto riporta AS, ci sono “sempre più possibilità” che il classe 1998 sia al via.

Sarebbe un cambiamento di programma importante rispetto alle passate stagioni, quando abbiamo visto sempre Pogačar al via della Classiche Canadesi, che quest’anno sono ovviamente ancor più propedeutiche alla rassegna iridata, anche per questioni logistiche oltre che di percorso. Ma, anche considerando il vantaggio importante che ha già saputo mettere da parte in questa prima metà del Tour, quest’anno potrebbe essere quello buono per il ritorno alla Vuelta, dove ha ottenuto quello che sinora è il suo peggior risultato in un grande giro… ovvero un terzo posto all’esordio assoluto, battuto solo da Primož Roglič e Alejandro Valverde, nell’ormai lontano 2019.

Come sottolinea il quotidiano spagnolo, dunque “dipenderà da come finirà il Tour, ma il fatto di avere un vantaggio significativo a questo punto in testa alla classifica generale, al di là di tutto ciò che resta da affrontare, aiuta sicuramente” e l’idea sta dunque prendendo sempre più forma, ancor più rispetto allo scorso anno, quando una comprensibile stanchezza generale, oltre che le esigenze di squadra non volendo cannibalizzare gli spazi, lo portano a rinunciare. Impossibile comunque ancora dare per certo la sua presenza, visto proprio quanto successo lo scorso anno, ma appare evidente che “sarà lo stesso Tadej ad avere l’ultima parola in prima persona”, in base alle sue sensazioni, fisiche e mentali.

 

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